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Argentina: alle prese con una verde milonga – parte I

Per arrivare in Argentina da Roma ci vogliono circa 12 ore, ma se avrete la fortuna di atterrare a Buenos Aires con le prime luci dell’alba come è capitato a noi, vi scorderete tutto il torpore alle gambe e semplicemente vi accorgerete che state per intraprendere uno di quei viaggi che vi cambieranno la vita.

Siamo atterrati di domenica mattina, Buenos Aires sembrava una città fantasma, infatti prima delle 3 del pomeriggio (come in gran parte delle grandi città sudamericane) a malapena si trovava una caffetteria  aperta.

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Primo consiglio per Buenos Aires: l’Art Factory Hotel nel pittoresco barrio di San Telmo vicino a tutte le principali attrazioni di Buenos Aires. La famosa e trafficata Avenida 9 de Julio si trova a pochi minuti a piedi e poco più lontano la centralissima Plaza de Mayo.
Originalità è la parola che definisce questo albergo, un luogo dove ogni camera dispone di uno stile proprio e di un tema di decorazioni. Qui hanno messo mano architetti, disegnatori grafici, artisti di strada e ogni tipo di persona con mentalità aperta e creativa. Disposto su più piani, con scale in legno e parquet antico, ha una bellissima sala living in cui è possibile incontrare persone di ogni nazionalità, accedere alla libreria realizzata con una sorta di bookcrossing, rilassarsi in comode poltrone o nelle amache.

Non aspettatevi il lusso, aspettatevi un’esperienza da fare anche in formato famiglia con i bambini che si sentiranno liberi di muoversi e giocare.

E partiamo proprio da San Telmo per vedere quello che a Buenos Aires proprio non dovete/potete perdervi.

14 (5)San Telmo è il quartiere più antico della capitale argentina con vecchi edifici coloniali e qui potete trovare chiese famose e musei ma secondo me la cosa più bella sono le tante gallerie d’arte, gli artisti di strada che facilmente incontrerete nei caffè, infine ballerini di tango che improvvisano performance nelle piazzette. Nei locali turistici offrono il pacchetto cena e spettacolo di tango ma personalmente non ve lo consiglio: noi siamo entrati in una milonga frequentata solo da argentini, dove ci hanno accolto con un buon bicchiere di vino e ci hanno fatto vedere come davvero in Argentina vivono la passione per il tango. Basta guardarsi bene intorno durante il giorno e certamente troverete vicino a qualche portone l’insegna: Sala da ballo. Tornateci di sera e lo spettacolo è servito, in maniera più genuina.

Passiamo ora a La Boca (da cui prende il nome anche la squadra di calcio): è “off limits” di notte ma è davvero “super” di giorno seppur affollata di turisti.

Nel quartiere della Boca infatti vi è il famoso Caminito: una via tutta colorata, dall’antica tradizione degli immigranti di dipingere con sgargianti pitture navali i frontoni delle casette; le case venivano dipinte con le rimanenze di vernice usata per le chiatte da trasporto merci che transitavano nel Riachuelo e negli anni questo è diventato un motivo di attrazione per i turisti.

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Secondo consiglio: fermatevi a mangiare da Obrero, parrillada unica, tante foto e magliette di calcio attaccate alle pareti, locale tipico e cibo buono.

el obrero

Come tutte le capitali Buenos Aires ha zone residenziali o molto “occidentalizzate” che non mi hanno fatto sinceramente una grande impressione: il quartiere di Palermo per esempio non mi ha colpita per niente.

Mentre è bellissimo passeggiare nella Recoleta, fermarsi un pò nella pace del cimitero monumentale dove vi è anche la tomba di Evita e da lì passare al Museo delle Belle Arti in Avenida del Libertador dove potrete ammirare molte opere di artisti argentini e capire una parte di storia di questo paese.

Una passeggiata sul Puente de la Mujer di Calatrava e presto vi troverete in un bellissimo parco in cui rilassarvi. Buenos Aires va camminata, con il passo fiacco dei sudamericani che cordialmente forniscono informazioni a chi ne ha bisogno.

Immaginate una città di 13 milioni di abitanti che non subisce il ritmo incalzato e incalzante della metropoli: un sogno.

Fine della prima puntata. Presto vi porto con me a mendoza e poi al confine con il Cile, perchè quasi un mese di viaggio non si può raccontare in un solo post. Seguitemi!

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