Perito Moreno – III

Ultima tappa dell’Argentina: Patagonia. Sarebbe stato bello affittare una jeep e percorrere tutte le Ande fino alla fine del mondo, alla Terra del fuoco, ma il tempo è tiranno così, biglietto alla mano, abbiamo preso un volo diretto in Patagonia, a pochi km da uno dei ghiacciai più grandi al mondo. Il Perito Moreno.

Siamo atterrati a El Calafate, piccola cittadina oggi ricca di turisti che si muovono verso il Perito Moreno ma, allo stesso tempo, un luogo dimenticato da Dio.

Il proprietario del nostro albergo ci ha raccontato che un tempo vi era un alto numero di suicidi: giornate corte, non un cinema o un teatro, nessun ristorante, a mala pena le televisioni.

Oggi è un luogo che vive di attività turistiche: negli atri dei ristoranti vi sono ampi bracieri e odore di Parrilla, gli alberghi e ostelli hanno il tetto a spiovente che tocca fino a terra per gestire le forti nevicate, sembrano quasi delle tende indiane in chiave moderna. Per le strade vi è gente di tutte le età e nazionalità: tanti ragazzi zaino in spalla che si son presi un anno sabbatico e non possono di certo rinunciare a fare una delle esperienze più impressionanti della Patagonia. Ma gli occhi degli abitanti del luogo sono rimasti gli stessi: un po’ tristi, un po’ malinconici.

Siamo partiti dal Calafate e abbiamo costeggiato la “Bahia Redonda del Lago Argentino”, dove si vede l’isola solitaria, passando per steppa patagonica fino ad arrivare al Parcque Nacional de Los Glaciares, patrimonio Unesco dal 1981. Poi altri 35 km circa, costeggiando il Brazo Rico del Lago Argentino, in mezzo a un’esuberante vegetazione.

Arrivati alla curva dei Sospiri ecco la prima vista panoramica del ghiacciaio Perito Moreno, così impattante da lasciare col fiato sospeso. Tra i 356 ghiacciai, il Perito Moreno è il piú maestoso con una larghezza di 5km e un’altezza di 60 metri sul livello dell’acqua.

Per costeggiare il Perito Moreno vi è un piccolo battello che si snoda fra le acque color cobalto. Credo sia il colore naturale che più mi ha colpito in tutta la mia vita.

Fra le acque si sentono a tratti tonfi fortissimi. Sono pezzi di ghiacciaio che cadono in acqua con una forza irruenta.

Mi sono sentita per la prima volta piccola e inerme di fronte a madre natura, rapita e sconvolta di fronte a cotanta bellezza. Poche situazioni e pochi viaggi mi hanno regalato sensazioni così intense.

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