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Quei tre titoli che ho nel cuore

E’ tempo di vacanze e io non voglio perdere l’occasione di consigliarvi tre libri che un po’ per caso mi son capitati fra le mani e mi sono piaciuti un sacco…

Leggere è una delle mie passioni, mi rilassa, mi catapulta in mondi lontani, mi emoziona e semplicemente a volte mi consente di estraniarmi da tutto il resto e dedicare un  momento solo a me stessa.

Ecco perchè mi fa piacere dirvi cosa mi ha emozionato in questo mese di luglio… e anche perchè.

1) E tu splendi, di Giuseppe Catozzella, edito da Feltrinelli. Perchè neanche a farlo apposta racconta di immigrazione e integrazione in un momento in cui vedo solo razzismo e voglia di essere arrabbiati con qualcuno. Perchè è una storia ambientata in un piccolo paesino abitato da gente semplice ma fa capire come l’animo umano e le emozioni siano trasversali a qualsiasi stato sociale e livello culturale. Perchè avrei voglia di un mondo migliore per mio figlio, in cui in fondo le vite umane possano contare più di tutto il resto.

2) Dieci cose che avevo dimenticato, di Lucrezia Sarnari, edito da Rizzoli. Perchè è una storia che corre via veloce raccontando sentimenti e ricordi e coglie nel vivo quello che credo accada a ognuno di noi: domandarsi se davvero abbiamo fatto la cosa giusta e se la nostra vita sia felice così… se abbiamo rinunciato a qualcosa, se stiamo perdendo qualcuno. Se si può davvero avere tutto o se forse le sorelle esistono per compensare la parte di noi che ci manca. Perchè lo ha scritto una giovane ragazza, Lucrezia, che spesso sul suo blog Ceraunavodka parla di maternità e di quel senso di incompiutezza che sempre avvolge chi ha messo al mondo un figlio.

3) Le nuvole del Baltico, di Paolo Ciampi, edito da Mauro Pagliai Editore. Perchè è un viaggio vero nell’Europa del Nord, attraversata in bicicletta da padre e figlio di dieci anni. Perchè alle pedalate si alternano pensieri e conversazioni che toccano il cuore e che a volte mi ricordano la tenerezza dei dialoghi tra Nicco e il Fabbri. Perchè nel libro si snodano digressioni filosofiche e citazioni di poemi antichi. Perchè il figlio si chiama Ernesto e io adoro questo nome.

Rigorosamente cartacei perchè il kindle non fa proprio per me … e da grande feticista ho bisogno di accarezzare la carta e vedere il mio bel libro sul comodino la sera prima di addormentarmi come fosse una coperta di Linus.

Special thanks: la foto in copertina è della bravissima fotografa e artista Rossana Ruggiero.

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