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La Tate e quel senso di libertà

In ogni viaggio che ho fatto ho cercato, e trovato, musei e gallerie da visitare… anche in paesini piccoli e sperduti del SudAfrica, in cima alle montagne argentine, in isole caraibiche dove normalmente la gente vuole solo abbronzarsi.

Si ne ho visitati tanti, ma devo ammetterlo, ho un debole assoluto per la Tate Modern che di certo non mi fa essere obiettiva e me la fa amare sopra tutti i luoghi d’arte.

Molti mi chiedono come possa competere con il Louvre o con il Vittoriano, con il Guggenheim (io ho visitato solo quello di Bilbao), con la National Gallery o ancora con gli Uffizi. Tutto vero ma alla fine ho capito perchè amo la Tate così tanto: non si tratta solo delle mostre, degli artisti e dei progetti esposti (che comunque sono sempre all’avanguardia e di grande spessore), si tratta di un senso di libertà che poche altre realtà culturali riescono a trasmettermi.

Ogni volta che torno a Londra vi trascorro del tempo con quel senso di relax di chi si affloscia su una comoda poltrona in pelle a leggere un libro e sorseggiare caffè…

Chi entra alla Tate capisce èresto che quella non sarà una visita ma un’esperienza. I bambini corrono sfrenati e divertiti nell’immensa rampa che vi è all’entrata dell’edificio e dove normalmente vi è qualche istallazione che loro possono toccare o utilizzare. Le sale sono grandi, piene si panche e sedie dove fermarsi anche per ore a osservare tele, sculture o video. Non si sente mai il disagio delle file, del caos, della coda in biglietteria.

Quasi tuttte le mostre sono a entrata libera, ci si può sedere per terra e fissare il soffittto, nessuno dirà nulla o ci farà caso.

Mentre prendi le scale mobili per salire di piano in piano e goderti ogni esposizione, vedi dai vetri laterali centinaia di persone in basso, piccole come formiche che entrano ed escono, e i bambini che corrono e ridono, qualche punk a bere un caffè. E se ti affacci sul lato esterno, London Bridge ti strizza l’occhio e i chioschetti davanti all’entrata del museo brulicano di persone di tutte le età che leggono un libro o bevono una birra. Intanto qualche runner corre lungo il fiume.

Si, è per questo che ogni volta che vado a Londra sento il bisogno di fare un salto alla Tate e sentirmi libera. Dentro e fuori. Con i suoi spazi immensi e il suo cemento bianco e grigio, con le sue mostre di artisti conosciuti o emergenti provenienti da tutto il mondo che cercano di spiegarti che in fondo siamo tutti uguali sotto questo cielo.

In questo periodo consiglio le mostre Media Network, In the Studio, Magic Realism e Jenny Holzer.

 

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